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Stop alle chiamate: è arrivato il Registro delle Opposizioni

Stanchi delle chiamate di call center selvaggi da numeri sconosciuti? Domanda retorica, siete sicuramente stanchi.

Dallo scorso 27 luglio in Italia è stato attivato il Registro delle opposizioni, che permette (o dovrebbe permettere) di escludere la propria utenza telefonica dagli elenchi in possesso (più o meno autorizzati) di operatori di telemarketing.

Un po’ di storia: il Registro delle opposizioni, noto con l’acronimo RPO (che sta in realtà per Registro Pubblico Opposizioni) nasce nel lontano 2010, e riguarda inizialmente solo i numeri di telefonia fissa. Nel corso degli anni viene esteso anche alla ricezione di comunicazioni cartacee a fine di marketing, ma bisogna attendere il gennaio 2022 per avere l’estensione ai numeri di telefonia mobile, sempre più presi d’assalto. Il decreto attuativo, entrato a marzo 2022, ha stabilito infine l’entrata in vigore pochi giorni fa.

Come funziona? Si entra sulla piattaforma https://registrodelleopposizioni.it/ e ci si iscrive, utilizzando le credenziali SPID. La procedura è abbastanza breve e semplice, e richiede una verifica da parte del numero in oggetto tramite chiamata di verifica ad un centralino senza operatore. La richiesta viene presa in carico e viene elaborata entro la giornata successiva.

La piattaforma è la stessa anche per gli operatori di telemarketing che dovranno (dovrebbero) controllare i propri elenchi.

Perché usiamo il condizionale? Permangono diversi dubbi ancora, specie per quanto riguarda la fase iniziale, sull’effettiva efficacia. Inoltre, l’RPO è obbligatorio per quanto riguarda le aziende con sede in Italia: va da sé che utilizzare una sede fuori dai confini nazionali potrebbe essere uno stratagemma per scavalcare questo nuovo sistema.

Comunque, lo strumento ha riscosso da subito successo: oltre 205mila utenti si sono registrati nella prima giornata.

Funzionerà? Solo il tempo potrà darci risposta. Nel mentre, tentare non nuoce!

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