A Casa Tutti Bene

Finalmente è arrivato il weekend!

…e forse non è proprio il tipo di fine settimana che ci aspettavamo anche solo 7 giorni fa.

Durante la settimana sono in tanti ancora a lavorare, da casa o recandosi sul luogo di lavoro (con tutte le precauzioni necessarie, e l’autocertificazione in tasca) ma oggi è sabato e… che fare?

Nell’epoca della banda larga e di Netflix abbiamo infinite possibilità di intrattenimento senza muoverci dal divano: noi però vogliamo consigliarvi alcune cose a cui forse non avete pensato.

 

1 . I TESORI IN LIBRERIA

Fermi tutti: non stiamo consigliando di uscire di casa per andare in libreria (per quanto a volte per uno studente può essere caso di comprovata necessità), ma bensì di fermarvi davanti alla libreria di casa vostra. Siete sicuri di conoscere il suo interno? Magari negli scaffali dei nostri genitori, o negli anfratti lasciati dai nonni, o nell’angolino del vostro partner, magari anche un po’ impolverato… siete sicuri che non ci sia un libro interessante che ancora non avete letto?

Nel dubbio, fate questa ricerca: siamo sicuri che possiate trovare qualcosa di interessante… a meno di un metro da voi.

 

2. RAIPLAY

Ok, in tanti abbiamo Netflix e potremmo passare anni senza muoverci dal divano solo con il suo vasto catalogo, dal prezzo comunque accessibile. Ma in quanti conoscono RaiPlay?

Il servizio (fruibile via app e su desktop via sito web) è stato lanciata qualche anno fa, e grazie a Fiorello e al suo “Viva Raiplay” (trasmesso solo in streaming) ha avuto una nuova fase di notorietà negli scorsi mesi. La libreria è veramente vastissima, potendo contare sull’immenso archivio Rai. E il servizio è completamente gratuito, previa registrazione.

L’intera stagione de L’Ottavo Nano (con Serena Dandini, Corrado Guzzanti, Neri Marcorè) vale da sola il download della app!

www.raiplay.it

 

3. MUSEI

“Come mi piacerebbe visitare quel museo… peccato sia così lontano!”

Ora davvero tutti i musei sono inaccessibili, per noi abitanti dell’Italia. Per fortuna molti siti mettono a disposizioni tour virtuali e gallerie online! Qui abbiamo selezionato un po’ di link ad alcuni dei più famosi musei e gallerie di tutto il mondo.

Pinacoteca di Brera – Milano https://pinacotecabrera.org/

Galleria degli Uffizi – Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali

Musei Vaticani – Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html

Museo Archeologico – Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/

Prado – Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works

Louvre – Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne

British Museum – Londra https://www.britishmuseum.org/collection

Metropolitan Museum – New York https://artsandculture.google.com/explore

Hermitage – San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj

National Gallery of art – Washington https://www.nga.gov/index.html

 

4. SMART WORK, SMART DESKTOP

Usciamo un attimo dal digital… per passare all’offline: queste giornate possono essere occasioni per anticipare “le pulizie di Pasqua”, ma anche per organizzare meglio le nostre scrivanie e studi. Molti di noi dovranno lavorare da casa ancora per parecchie settimane, allora perché non organizzare meglio gli spazi e lavorare in ergonomia, comodità e sicurezza? Ne gioverà la qualità del vostro lavoro, i vostri occhi, la vostra schiena… e in generale il vostro umore.

Probabilmente non è il momento buono per andare ad acquistare accessori a questo scopo, ma Ikea, Amazon e tanti altri online store possono recapitarvi a casa il necessario, se serve!

 

5. LAVORI DI CASA

Il periodo è anche l’occasione per svolgere qualche piccolo lavoretto di casa… ma attenzione: girare per cercare una ferramenta perché vi serve la carta vetrata per smerigliare le ante della finestra, probabilmente non costituisce una “comprovata necessità”. Cercate di fare con quel che avete tra le mura, sennò meglio aspettare più avanti.
Inoltre, la maggior parte degli infortuni domestici avviene in queste occasioni: quindi massima attenzione e responsabilità, e nel dubbio meglio attendere. I nostri ospedali sono già alle prese con parecchie emergenze e non è il caso di dare loro ulteriore lavoro, giusto?

 

6. YOUTUBE E STREAMING

E’ un po’ banale forse, come consiglio: ma “il tubo” offre una impressionante quantità di docufilm, film, live, spettacoli, serie… tutti contenuti completamente gratuiti e pienamente fruibili nel rispetto del copyright. Stanno inoltre nascendo decine e decine di progetti collaborativi, dove artisti, cantautori, dj, attori, influencers, trasmettono da casa propri contenuti con dirette dal vivo. Uno di questi è Spread Good Vibes ( www.facebook.com/SpreadGoodVibesStreaming  ) al quale hanno aderito artisti e personaggi del mondo della musica indipendente e non come Claudio Coccoluto, GodBlessComputers, Fabio Nirta, Jocelyn Pulsar: e tanti altri si stanno unendo in questi giorni.

 

7. STUDIARE!

Lo sappiamo, nessuno vuole mai sentirselo dire. Eppure, che siate studenti delle superiori, universitari o professionisti c’è sempre qualcosa da imparare! La rete è piena di corsi e tutorial gratuiti di ogni tipo e settore, e in questi giorni tante società regalano in via straordinaria corsi e formazione (oppure offrono prezzi stracciati).

Dai periodi di crisi spesso nascono anche opportunità: una volta che torneremo a uscire, chissà che non sia proprio quel corsettino seguito durante il lockdown a convincere il vostro prossimo datore di lavoro!

Un sito da consultare? Beh, dipende dall’argomento: possiamo dire che nel settore del digital marketing Studio Samo è un punto di riferimento! www.studiosamo.it

 

8. GIOCARE!

Suvvia, ci hanno tolto la Serie A, il basket, la formula 1… smettiamo di guardare gli altri e torniamo a giocare noi! Giochi di società (per le famiglie numerose), carte, giochini online, videogiochi: anche per chi “ha smesso da un pezzo” è l’occasione per tornare ragazzini. In particolare per i nostalgici degli anni ’90 l’Internet Archive ha caricato migliaia di videogames (originariamente progettati per MS-DOS) disponibili in free download, per vedere se siete ancora capaci di finire Bubble Bobble oppure Golden Axe, o per sfidare il vostro partner: chi perde lava i piatti!
La trovate a questo link: https://archive.org/details/softwarelibrary_msdos_games

 

9. SPORT

La questione è dibattuta: le passeggiate sono consentite, ogni tanto, adottando tutte le precauzioni: niente parchi troppo affollati, niente soste, e se possibile preferendo vie e strade secondarie. Per limitare al più possibile le situazioni di rischio però consigliamo di cominciare a muoversi in casa (se già non lo fate). Ci sono decine e decine di esercizi fisici da fare senza nessun particolare attrezzo.

In questo video realizzato da FixFit c’è una serie di semplici esercizi alla portata di tutti, ma ci sono migliaia di tutorial su YouTube con vari livelli di complessità e obiettivi diversi.
Pronti a tonificare i glutei? Cliccate qui! https://www.youtube.com/watch?v=7rqIJ638U-Q

 

10. LE LISTE

Come questa lista di consigli, ce ne sono decine e decine, orientati su specifici hobby, interessi, necessità. Tra questi noi ci sentiamo di consigliarvi… i consigli di Edoardo Accorsi, nostro collaboratore: li trovate nella sua pagina Facebook ( www.facebook.com/edoardoaccorsi ) e nella sua newsletter via WhatsApp ( mandando un messaggio whatsApp al num. 370 3770074 ).
Ogni giorno un contenuto interessante: libro, podcast, docufilm, musica e tanto altro che spesso avevamo a meno di un metro di distanza, ma dalle quali non siamo stati… positivamente contagiati.

 

E tu? Cosa aspetti? Condividi questi consigli ai tuoi amici, conoscenti e parenti! Questa quarantena è lunga ma dandoci una mano, anche soltanto con piccoli suggerimenti, la passeremo meglio e “insieme”!

Smart Working, ovvero fare di necessità virtù

Anche se è di importanza fondamentale cercare di non percepire questo momento come se stessimo vivendo in un film post apocalittico diretto da Ridley Scott, è anche senz’altro vero che l’emergenza Coronavirus non va sottovalutata. Per questo oggi vi parliamo di Smart Working, la forma di lavoro adottata da moltissime realtà italiane per cercare di ridurre al minimo le possibilità di contagio con responsabilità sociale, pur portando avanti le proprie attività. 

In realtà, nonostante se ne sentisse parlare poco o comunque non di frequente lontano dai grandi centri come Milano, lo Smart Working esiste già da ben prima del Covid19. L’osservatorio del Politecnico di Milano lo definisce una “nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati.” 

In poche parole nello Smart Working il lavoratore, una volta stabilito che tipo di rapporto lavorativo instaurare con l’azienda, è autonomo e indipendente a fronte del raggiungimento dei risultati concordati precedentemente. Le attività lavorative vengono, insomma, ripensate in maniera “intelligente” (smart, per l’appunto) e il lavoratore è libero di scegliere come gestire il proprio modus operandi: dagli orari al luogo di lavoro. 

In tutto questo la tecnologia assume un ruolo importantissimo, in quanto è in grado di connettere persone, spazi, oggetti e processi di business. L’obiettivo resta quello di stimolare la produttività innovando, coinvolgendo e responsabilizzando persone e gruppi di lavoro. Nell’ottica smart, il concetto di ufficio assume il connotato di non avere confini e il vero spazio lavorativo è quello che favorisce la creatività delle persone, genera relazioni che oltrepassano i muri aziendali, promuove nuove idee e quindi nuovo business.

Come accennato all’inizio, la scelta di ricorrere allo Smart Working nelle aree che hanno visto casi di Coronavirus è stata necessaria per ridurre al minimo le possibilità di contagio con responsabilità sociale, pur portando avanti le proprie attività. Come ha sottolineato Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, “Lo Smart Working non può essere la soluzione per “bloccare” l’epidemia ma, con l’impegno di tutti, può rappresentare una misura per ridurre rischi, attenuare disagi e contenere gli enormi danni economici e sociali che questa emergenza rischia di causare. I lavoratori, e soprattutto coloro che sono già Smart Workers, devono restituire il credito di fiducia dimostrando autonomia, impegno e senso di responsabilità”. 

Virus a parte, comunque, gli effetti positivi dello Smart Working sono ormai riconosciuti anche dalle istituzioni: dare la possibilità ai dipendenti di lavorare in modo flessibile rispetto al luogo e all’orario attraverso l’uso delle tecnologie digitali, permettendo loro di coniugare al meglio vita sociale e impiego, non può che rivelarsi una modalità in grado di apportare benessere del lavoratore. 

Che questa ondata virale non sia, in realtà, un buon punto di partenza per promuovere forme di lavoro alternativo? 

Facebook in grassetto: si, può, fare!

Facebook è il social per eccellenza dove l’imperativo è: scrivere. 

Post su post in cui informiamo tutti i nostri followers riguardo ciò che ci passa per la testa, quali sono le nostre opinioni e i nostri pensieri in merito alla realtà circostante. Ma come distinguere le info davvero importanti dal classico “corpo” di testo? Ecco qui alcuni trucchetti che noi di JustoMezzo abbiamo scovato per farvi modificare i caratteri dello stato!

Per scrivere in corsivo e grassetto su Facebook basterà recarvi su Fsymbols e YayText, due siti creati apposta per modificare il carattere del vostro post. Basterà inserire nel tool dedicato la frase da modificare e automaticamente la scritta verrà generata nel font che più vi piace. 

Una volta aperto il sito, ad esempio YayText, si aprirà una schermata con uno spazio dedicato dove inserire il testo. A questo punto basterà inserire ciò che volete scrivere (una frase o anche solo una parola) e che avete intenzione di modificare. Una volta terminata questa operazione, scorrete in basso dove troverete tutte le opzioni disponibili per la modifica e cliccate su “Style”. Così facendo riuscirete a dare il famigerato stile al vostro testo e ora non vi resterà che copiare e incollare la frase con il tasto “Copy”.

Ecco un semplicissimo advice su come scrivere stati super cool evidenziando le parti importanti: ora si può! 

Ringraziaci 🙂 

Ansia da gruppo WhatsApp? Ecco la novità che ci salverà

Immaginiamo la situazione. Stiamo camminando per strada e una vibrazione piccola, breve, impercettibile ci fa pensare si tratti solo di un altro messaggio. Così, trotterellanti e senza pensieri, tiriamo fuori il telefono dalla borsa o dalla tasca dei jeans, attiviamo lo schermo, aspettiamo che si retroillumini e realizziamo non si tratti di un messaggio, bensì di un altro tipo di notifica. “Sei stato aggiunto al gruppo: Festa di Laurea” ed è proprio in quel momento che ci ritroviamo a rimpiangere i Nokia 3310, i messaggi di testo divisi in più parti, Snake, gli anni 2000 ma anche gli anni ’90 e le cabine telefoniche al mare. 

Forse anche Zuckerberg si sarà ritrovato più e più volte in questa situazione e non sapendo più gestirsi tra mille gruppi, piuttosto che lasciar incombere un esaurimento, ha deciso di lanciare una funzione nuova di zecca sull’applicazione messaggistica verde comunemente chiamata WhatsApp. 

Dopo averci dato la possibilità di oscurare le notifiche di lettura e l’ultimo accesso ci sarà permesso anche, pensate, evitare che alcuni contatti ci inseriscano in gruppi contro la nostra volontà. È l’ultimo vero regalo testato dal mitico Mark, pronto per essere servito su iOs e Android. Basterà cercare la nuova voce andando nel menù Impostazioni, Account, Privacy, Gruppi, spuntare la categoria “I miei contatti eccetto…” e selezionare senza remora alcuna i contatti che per nessuna ragione abbiamo intenzione ci inseriscano nell’ennesimo gruppo di festeggiamenti, genitori, matricole, cene e la qualunque. In questo modo si potrà permettere solo ad una ristretta cerchia di utenti di effettuare l’aggiunta automatica. 

Grazie Z., se riuscirai a rendere possibile tutto questo entro la fine del mese, questo Natale sarà DAVVERO uno splendido Natale. 

Musica senza copyright? Ecco dove trovarla!

Un dilemma che spesso noi di JustoMezzo ci troviamo ad affrontare una volta terminate le riprese e montate le sequenze video è quello relativo alla musica in background. La voglia è quella di sfoggiare pezzoni che hanno fatto la storia come Back in Black degli ACDC o semplicemente Tori a Pamplona dei The Giornalisti (al tempo con ancora Tommaso Paradiso dietro al microfono, sembra passata una vita) ma il problema resta sempre quello: come la mettiamo con il copyright? Potremmo ignorare il problema e fare finta che non esista, ma incapperemmo in una serie di magagne che vorremmo bellamente evitare. Che fare quindi? 

Quello che probabilmente ancora non sapete è che, in realtà, esiste un mondo dietro la musica senza diritti, pieno di composizioni ben fatte e adatte al nostro progetto da poter utilizzare senza ansie o disagi. I cortometraggi saranno dunque belli e d’impatto ugualmente anche senza brani famosi o tormentoni estivi: ciò che era un limite si è insomma trasformato in un bellissimo terreno da esplorare ed apprezzare. Ecco allora di seguito la lista dei portali che vogliamo segnalarvi, dove trovare e scaricare musica completamente royalty free!

Al primo posto troviamo…YouTube! Sembra incredibile ma è proprio così. La piattaforma videosharing più famosa al mondo infatti mette a disposizione una serie di brani senza diritti nella sezione Audio Library. Vi basterà entrare, scegliere il genere, trovare il pezzo che più vi piace ed utilizzarlo in totale libertà.

Anche Facebook offre una vastissima quantità di brani copyright free e suoni da poter utilizzare in totale tranquillità. Basterà andare nella sezione strumenti, raccolta audio e vi si aprirà un mondo completamente libero da preoccupazioni.

Simile ad Audio Library di YouTube esiste NoCopyrightSound, che permette di selezionare e scaricare musica ad alta qualità totalmente libera da vincoli. L’unica procedura da non dimenticare per essere completamente non perseguibili è quella di inserire i credits dell’artista a fine video: uno scambio comunque giusto e legittimo. 

Udite udite, anche SoundCloud è 100% libera da diritti nella sezione “tracce”. Basta anche qui scegliere un genere preferito, cliccare su Tracce e il gioco è fatto. In alternativa potete sbizzarrirvi su Bensound, altro sito adattissimo a trovare musica senza copyright scaricabile a costo zero. I brani che vi servono sono nella sezione Creative Commons e, una volta trovati, possono essere utilizzati tranquillamente anche a scopi commerciali.

Insomma, via libera a video riusciti e apprezzati dal grande pubblico! Non vi resta che fare qualche ripresa e montare il tutto con un sound perfetto, totalmente libero da ansie e costrizioni.

Instagram sempre più dark e privata: ecco le nuove modalità

Abbiamo parlato la scorsa settimana della scelta di Instagram di rimuovere la visibilità dei like a post (il link all’articolo lo trovi qui https://justomezzo.it/mayday-mayday-instagram-ha-rimosso-i-like/ ), ma il social per fotografi in erba non smette di sorprendere con le novità: in arrivo la modalità dark, nel vero senso del termine, e l’eliminazione della sezione dedicata alle attività delle persone seguite. 

Iniziamo dalla modalità “grafica scura”, ad oggi particolarità di cui solo i dispositivi Apple sono dotati che presto sarà acquisita anche da Android. Grazie a questa funzione, la home di Instagram potrà diventerare, a piacimento dell’utente, da tutta bianca a tutta nera. Per quale motivo? Semplice, in questo modo gli occhi saranno meno affaticati durante le ore notturne o comunque in presenza di luce scarsa. Questo perché, lo sappiamo, l’attività principale praticata ormai da tutti non è più quella di guardare cosa offre la tv di sera, bensì scrollare la home e guardare stories senza ritegno. Quindi benvenuta modalità dark, speriamo che la nostra retina ne gioisca!

L’altra novità è quella dell’eliminazione della sezione “cosa fa la gente che segui”, ovvero tutti gli apprezzamenti alle foto degli utenti che seguiamo. In questa sezione compare di tutto: dal like, al follow, al commento. Per garantire ancora di più il rispetto della privacy, Instagram ha scelto di cancellare definitivamente questo tab. Sicuramente in questo modo molti utenti si sentiranno più liberi di esprimere le proprie preferenze in giro per il social, senza dover ricorrere a strategie come aprire profili fake. Altresì è anche vero che la sezione non venisse usata granché e anzi, molti non ne erano (o sono tutt’ora) a conoscenza. 

Beh allora noi di JustoMezzo vogliamo aiutarvi un po’ in questa attività, ancora per poco, possibile. Siete curiosi di sapere a quali foto gli utenti che seguite regalano cuori? Andate nella sezione like e scorrete verso destra: vi si aprirà un mondo! 

Mayday, Mayday! Instagram ha rimosso i like!

Instagram ha deciso di rimuovere i like. In realtà non è una vera e propria rimozione, diciamo che sceglie di restare sul vago. Da luglio infatti avrete notato che è scomparso il numero di “mi piace” ad ogni foto e l’unica dicitura che compare al suo posto è “altre persone”, others in inglese.

Una decisione a dir poco coraggiosa se si pensa che ormai milioni di utenti hanno fatto del proprio profilo Instagram un vero e proprio ufficio e i like, così come i followers, sono indispensabili se non vitali a tutti coloro che rientrano sotto la categoria di influencers o instagrammers. Altro aspetto da tenere in considerazione quando si parla di like, a prescindere dagli dei dell’olimpo social, è quello dell’autostima di coloro che rientrano nella categoria di common users, in breve: le persone normali. Come su Facebook, ma in maniera diversa, quando postiamo una foto su Instagram è perché vogliamo ricevere like, diffidate di chi afferma il contrario. Più la foto è “instagrammabile” quindi, più mi piace riceverà, più saremo contenti e soddisfatti noi per aver ottenuto l’approvazione dei nostri seguaci. 

A questo punto la domanda che sorge spontanea è: perché? Semplice. Adam Mosseri, la mente pensante, ha deciso che fosse ora di far rientrare la sua piccola creazione nei ranghi, facendola tornare ciò per cui era stata creata: un social dove postare foto, indipendentemente da quello che pensano gli altri. Avete voglia di postare la foto di una mela al sole ma pensate che potrebbe non piacere e quindi optate per la classica foto in piscina a bordo di un materassino a forma di fenicottero rosa? Ecco, da oggi non dovrete più temere la instagram pression e potrete concedervi di postare quello che davvero vi piace o significa qualcosa per voi, a prescindere da trend e mode del momento. Un gesto da parte dei gestori del social nobile, senza ombra di dubbio. 

Resta un però in sospeso. Idea dignitosa, certo, ma in ogni caso il numero non sparirà per tutti: il proprietario del profilo continuerà a vedere nero su bianco la quantità di cuori ricevuti. Un passo alla volta, insomma, ma la direzione è buona. Ovviamente   per chi lavora con e tramite social è senz’altro controproducente, ma va apprezzato lo sforzo di cercare di rimettere al centro la persona e ciò che intende comunicare, senza contenuti preconfezionati o sottostanti i dieci comandamenti instagrammiani. 

Le domande che ci sentiamo di fare in questo senso riguardano un po’ il futuro del social: senza la pressione del consenso da parte dei seguaci il numero di post pubblicati aumenterà o resterà invariato? Ma soprattutto, non vedendo il numero di like a foto, i follower saranno più portati a mettere un cuore non facendosi condizionare? Per avere risposte certe bisognerà aspettare. 

Non possiamo far altro che augurarvi, per ora, uno scroll nella home allegro e spensierato.

Lotta alle fake news: su Facebook arriva News Tab

Sembra deciso: Facebook ha scelto di combattere l’annoso problema delle fake news.

Da sempre il social blu si è dichiarato imparziale per quanto riguarda la diffusione di notizie e il suo fondatore, Mark Zuckerberg, ha più volte scelto di non rientrare sotto l’etichetta di media company onde evitare il sovraccarico di responsabilità. Ma i tempi sono duri e scegliere la strada del “lavarsene le mani” può diventare una strategia controproducente.

Per questo approderà entro il 2020 su Facebook News Tab, funzione gestita da giornalisti veri e propri che avranno il compito di selezionare le news e riportarle all’interno della piattaforma. Grande attenzione verrà riservata alle fonti, penalizzando quelle anonime e valorizzando invece quelle confermate da altre testate. Verranno sfavoriti articoli troppo provocatori, estremi e reazionari e ai giornalisti operanti verrà riconosciuta totale libertà nel selezionare eventuali articoli da conflict of interest verso i social.

L’unico risvolto negativo della faccenda sarebbe dovuto al fatto che la compagnia non prenderà in esame tutte le testate giornalistiche, bensì solo quelle con le quali ha stipulato un contratto (al momento Wall Street Journal, Abc News, Cbs News, National Geographic, Bbc, Huffington Post e The Hill). 

Aspettiamo insomma l’anno nuovo per capire come reagirà il popolo social al neo risvolto informativo che prenderà Facebook e intanto noi di JustoMezzo lasciamo voi lettori con una domanda: sarete disposti a sacrificare il vostro spirito di ricerca di informazioni per lasciare spazio ad una gestione esterna delle medesime?

Fell in Love with a… Facebook User: arriva il dating!

“Ma che carini, dove vi siete conosciuti?” “Su Facebook!” È la risposta che ci siamo sentiti dire più o meno cinque volte su sette da quando i social sono entrati effettivamente a far parte delle nostre vite. Dati alla mano, il Brain Research Institute ha dichiarato che almeno due relazioni su cinque iniziano grazie all’utilizzo di una piattaforma di incontri e, secondo il Pew Research Center, il 5% delle coppie si è innamorato per merito di Internet.

Creato inizialmente dall’allora diciannovenne Mark Zuckerberg con il solo scopo di mettere in contatto tra loro gli studenti di Harvard (indovinate perché), oggi potremmo dire che Facebook in un certo senso ritorna alle origini diventando, pensate un po’, anche una piattaforma di dating. Oltre al classico progetto social, infatti, il team diretto da Zuckerberg sta già sperimentando in alcuni paesi come Colombia, Brasile, Messico, Vietnam e Ecuador la nuova funzione dedita all’incontro con la propria anima gemella.

Attenzione però: Facebook Dating avrà poco da spartire con la cugina Tinder. Come specifica il suo product manager Nathan Sharp “È un posto per trovare l’amore attraverso le cose che ti piacciono, vogliamo che inizino relazioni durature che hanno un significato”. Molto più romantico e molto meno “incontro occasionale” quindi, con alcuni dettagli inclusi che fanno la differenza. Su Facebook Dating, ad esempio, sarà possibile inserire i propri gusti, le proprie passioni e addirittura anche le proprie preferenze in campo romantico-sentimentale. Ogni cosa al suo posto, insomma, per rendere possibile l’incontro con la propria metà di mela come diceva Platone, che di dating aveva già capito tutto molto tempo fa.

In Italia arriverà nel 2020: pronti a dare il via libera a match amorosi online?

Auguri!

Data di inizio dell’attività dell’impresa: 01/06/2018.

Così dice la nostra visura camerale: abbiamo quindi deciso che oggi è il nostro compleanno. Il primo.
Un anno di fatica (chiaramente), di gavetta, ma anche di soddisfazioni e crescita.

Quindi… tanti auguri a noi, a tutti i nostri collaboratori, clienti e simpatizzanti: continuiamo a crescere insieme, mentre il nostro faro diventa sempre più luminoso.

P.S. La torta l’abbiamo realizzata… in outsourcing. L’anno prossimo la produciamo “in house”. Forse. ?